scrivici

Il colore nel Branding

Nella comunicazione ai colori vengono attribuiti diversi significati. Chi dice che il rosso simboleggia l’amore, chi lo associa alla rabbia, chi lo ama e chi lo odia.

Come si può dare una lettura univoca ad un colore?
Perché tutte queste interpretazioni?

blog post 1

Statistica vs Persona

Non è vero che il rosso è amore. Non per tutti ma per la maggioranza si.
Il punto è questo: non può esistere una lettura univoca perché questa è data dai filtri personali di ognuno di noi (bias, esperienze passate, contesto). Tuttavia non possiamo progettare l’uso di un colore considerando tutti i punti di vista.

Raluca Andreea Hartea, Visual Artist che sui colori ha basato la sua carriera, afferma che ognuno di noi ha dei colori preferiti a cui lega determinate emozioni in funzione delle esperienza passate, positive o negative, che vi associa.

blog post 1

Al verde viene dato il merito di calmare, si pensa perché fin dalle origini dell’uomo è il colore che più di tutti ci ha circondato, è il colore del primo mondo che abbiamo scoperto. Io al verde lego tutti i momenti passati in campagna con i miei nonni. Ma che effetto avrà lo stesso verde natura su chi da piccolo si è disperso in un bosco, solo, impaurito?

Siamo noi che conferiamo i significati alle cose e ai colori.

Quando lavoriamo alla comunicazione di un Brand la questione si infittisce.
Siamo abituati ad attribuire ai brand dei colori. Il rosso è di questo, il blu di quest’altro.
In realtà la riconoscibilità del Brand è data dal colore si, ma contestualizzato.

blog post 1

Il rosso è Cocacola se c’è una bottiglia o un determinato font.
È Bartolini se è su un camioncino per le consegne.
È Ferrari su un’auto sportiva.
È amore a san Valentino
È sangue in un film di Tarantino.

Il contesto cambia le nostre percezioni.

Più che cercare il colore perfetto, che vada bene per tutti (cosa vi assicuro impossibile) un Brand deve costruire uno schema onnicomprensivo che aiuti ad associare il colore (uno degli elementi più memorabili) a quelli più razionali ed iconici del Marchio o di un elemento dell’identità visiva. Il blu Tiffany è identificato nel suo pack, o store.

blog post 1

Come scegliere il colore giusto?

Non esiste il colore giusto.
Esiste il colore che, insieme a tutti gli elementi dell’identità visiva, aiuta a convogliare un certo messaggio, con un certo tono di voce.

Per sceglierlo dobbiamo considerare:

  Il posizionamento del Brand
  La buyer persona

Dal primo capiamo il messaggio che vogliamo far arrivare.
Dal secondo scopriamo come meglio veicolarlo.

Quindi: Ognuno di noi apprezza o meno qualcosa a seconda delle esperienze passate.

Non esiste elemento universalmente apprezzato.
Non riusciremo mai a fare la scelta giusta!


Invece si.

Perché il posizionamento focalizza la nostra audience e la nostra buyer persona ci dice quali esperienze la nostra audience ha vissuto. Non a livello personale ma macroscopico.
Se parlo a chi è nato nel 2000 so che non ha vissuto in prima persona la tragedia delle Twin Towers. Se parlo al cinquantenne medio probabilmente non saprà del cornetto tirato a Cicciogamer.
Ma come, dal colore sono finito a Ciccio? Cosa centra?

Queste informazioni, queste analisi, sono la squadratura del foglio.
Per il Millenial il viola potrebbe rappresentare Twich, per il Boomer il lutto.

Diffida di chi parla esclusivamente di colore, nella comunicazione visiva non è possibile svincolare gli elementi. Il colore va contestualizzato e rafforzato dagli altri elementi dell’Identità del Brand, visiva e non. Non ragionare mai solo in funzione del colore. Sarebbe come progettare un’auto concentrandosi solo sulla carrozzeria.